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MIRACLE MILE
In Cassidy's Care
2013 (Meme) | sophisticated-pop

di Gianfranco Marmoro

Strano destino quello dei Miracle Mile: con una discografia ventennale che si disperde nello zibaldone del web, una carriera spesso confusa con un meno nobile gruppo metal e infine una curiosa omonimia del suo frontman Trevor Jones con uno dei più importanti autori di colonne sonore, sono rimasti ai margini della scena raccogliendo ben pochi frutti.
Nessun rimpianto, in verità, da parte dei due musicisti, sempre più attenti alla qualità delle loro proposte più che al riscontro di massa, il breve periodo passato sotto i riflettori all’epoca di “Slow Fade” ha convinto Marcus e Trevor che quello che veramente dava energia alla loro musica era il contatto con un pubblico attento e poco incline alle mode, un fan-club che pur non essendo visibile faceva sentire la sua presenza ogni volta che un loro album uscisse allo scoperto.

Raggiunta la vetta creativa con “Limbo”, Marcus e Trevor hanno passato del tempo in compagnia delle loro quotidianità: tra amicizie, amori e passioni comuni si sono ritagliati nuovi spazi, lasciando invecchiare e insaporire le loro idee come un buon vino da assaggiare a ogni sorso.
Cinque anni dopo la musica dei Miracle Mile è sorprendentemente uguale e nello stesso tempo diversa, nessun briciolo di quella intensità melodica che li ha caratterizzati si è persa, ma l’avventura discografica solista di Trevor Jones ha portato nuovi elementi nel patrimonio sonoro del duo.
L’uso dell'orchestra e la struttura più acustica e naturale del suono sperimentata con “Hopeland” e “Keepers” hanno modificato il tono delle composizioni, una malinconia sempre più ricca di poesia si è impadronita della loro leggerezza fino a spostare le loro canzoni dal pop alla più complessa categoria della canzone d’autore.

Con “In Cassidy’s Care” si può affermare che il duo è riuscito a fondere le passioni per Joni Mitchell, Elvis Costello, Weather Report, Elton John, Tom Waits, Prefab Sprout e Oscar Peterson in un sound personale che è un vero e proprio marchio.
Un album che suonerà familiare per tutti i loro fan e ricco di personalità per chi ascolterà la loro musica per la prima volta. La ricca e raffinata scrittura e i preziosi arrangiamenti non lasciano dubbi sulla qualità del loro nuovo progetto: Trevor Jones è un songwriter eccellente, capace di toccare le corde dell’intimo senza urtare, abile come Costello nel rimettere in gioco gli incastri del pop e della musica colta e come Peter Gabriel e Paul Buchanan esperto nello scavare dietro la coltre di cinismo che spesso si impossessa di tutti noi.

Sentimenti vissuti senza vergogna, amore e solitudine affrontati con onestà e passione, “In Cassidy’s Care” è in verità anche un mini-racconto (pubblicato in e-book per kindle) che Trevor ha sradicato dalla vita reale, le confidenze di un amico in difficoltà  e il suo bisogno di aiuto sono lo sfondo su cui si muovono le storie delle dodici canzoni.
Come nella tradizione dei migliori album pop-rock, il difficile e complesso rapporto di coppia diventa il fulcro narrativo: la fine di un amore (“I Love You Goodbye”), la rilettura cinica delle verità negate dall’oblio e dall’indifferenza ( “Apartment”), la rinascita dopo la solitudine (“Jog”) e la voglia di meravigliarsi ancora per la vita (“Beach Songs”) creano uno straordinario racconto che Marcus e Trevor vestono con le loro migliori creazioni.

Il nono progetto dei Miracle Mile è ricco di intuizioni melodiche di rara bellezza, un romanticismo intenso che convoglia paure, tensione, passione e poesia, Trevor Jones sottolinea ogni parola con forza, Marcus controlla ogni piccolo angolo del suo impianto sonoro al solo fine di evitare inutili orpelli. La magia di “I Love You Goodbye” persuade ed emoziona, lasciando quella sensazione di nodo alla gola che di solito distingue il capolavoro dal bello, come per i Blue Nile di “Hats”, il tracciato melodico è tanto intenso quanto puro e incontaminato, un trionfo di lirismo che si sviluppa attraverso continui cambi armonici che danno forma a una piccola sinfonia.

Echi country e blues per il dolce upbeat di “Any Human Heart”, un altro dei vertici dell’album che sembra uscire dall’avventura solista di Trevor Jones; sorprendenti altresì le evoluzioni pop-soul di “Sweet Nothing”, dove il suono si fa più robusto e ricco, l’enfasi corrode con un superbo arrangiamento le armonie del brano, per un trionfo lirico che è figlio dei Prefab Sprout di “Steve McQueen”.
La musica dei Miracle Mile è un bisbiglio, un respiro che infonde energia, il tremolio della voce rende palpabile ogni frammento: la title track “In Cassidy’s Care” si muove con disinvoltura tra echi folk e arie da antica romanza, “Beach Songs” concentra Beatles, Beach Boys e Burt Bucharach in uno splendido inno sonoro che un coro di bambini trascina verso i sogni , mentre “Carpet Dreaming” affonda nel dream-pop con la stessa grazia di una farfalla.

Adult pop che poco concede alle ovvietà del mainstream, una musica cristallina anche nelle sue pagine più malinconiche, come l’iniziale “Park Bench” o in quelle più fragili (“Big Circus”), emozionante anche quando le parole sono inutili (“Jog”) o diventano ingombranti e rivelatrici (“Tell Tale And True”), ma sempre legato a quella voglia di raccontarsi attraverso le sofferenze comuni e le inevitabili amarezze di una vita continuamente messa in discussione dagli eventi (“Apartment”).

Trevor e Marcus ci hanno ancora volta regalato un mix perfetto di testo e musica, ma questa volta tutto è più essenziale e intenso, hanno dato alla quotidianità il volto poetico più credibile e romantico possibile, un album intelligente e ben scritto che rappresenta un punto d’arrivo per qualsiasi musicista impegnato nella ricerca del suo nadir.
Toccante, sincero, sensuale, profondo, geniale, raffinato e privo di iperbole, “In Cassidy’s Care” è il trionfo del songwriting più nobile della musica anglo-americana, un album che annulla anni e anni di tentativi affini che raramente hanno raggiunto la perfezione. Se quest’anno comprerete un solo disco, non potrà che essere questo.

(01/08/2013)  8,5/10

http://www.ondarock.it/recensioni/2013_miraclemile_incassidyscare.htm

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